MACELLI#8 – LUNGOMARE (OVVERO: PROFUMO DI ELEZIONI)

Ustoso
In principio fu Domenico Martinelli.
Sindaco dal 2001 al 2005, il ginecologo riuscì a vendere la farmacia comunale per finanziare i lavori di riqualificazione del lungomare di Porto d’Ascoli. Tutto bellissimo, non c’è che dire. Poi, nel 2016, ci ha pensato il suo successore, Giovanni Gaspari, a fare altri 500 metri, a San Benedetto questa volta, dall’Albula in giù. Adesso prova a metterci lo zampino anche Pasqualino Piunti: sabato in consiglio comunale, tra le altre cose, si voterà sulla possibilità di ricorrere a due mutui (per un totale di 4 milioni di euro) per fare altri lavori.
Nelle teste degli amministratori cittadini, il lungomare è qualcosa da sbandierare:
una firma, il segno del proprio passaggio per il municipio di viale De Gasperi. «È la vetrina della città», dicono in molti. E quindi bisogna intervenire, d’altra parte è ora di riqualificarlo eccetera eccetera eccetera.
Qualche anno fa, Gaspari pensò che per finanziare l’opera si sarebbero potute utilizzare le entrate della tassa di soggiorno e dei ticket dei parcheggi sul lungomare. La crisi della finanza locale – tra tagli e taglietti – hanno impedito il compiersi di questo progetto: quei soldi servono per tappare i buchi del bilancio. Quindi l’unica soluzione è indebitarsi: fare un mutuo e dare il via ai lavori. In pratica a pagare sono i cittadini sambenedettesi.
Ci potrebbe anche stare:
la riqualificazione del lungomare è un’opera pubblica e le tasse, tra le altre cose, servono soprattutto a quello.
C’è però un grande dubbio: perché nessuno ha mai chiesto nulla ai soggetti economici che traggono vantaggio da un lungomare tutto nuovo e tutto bello? Ovvero, perché ai concessionari di spiaggia non si chiede una lira che sia una?
Fare gli imprenditori non vuol dire soltanto fare i soldi per sé:
decidere di diventare «padroni», almeno in teoria, dovrebbe avere anche significati sociali e, dunque, chi più ha più dovrebbe mettere quando si tratta di affrontare delle spese. Fantascienza? Mica è vero: andate a vedere con quali soldi hanno riqualificato le varie passeggiate sul mare della Romagna.
Avete indovinato: con quelli dei proprietari degli stabilimenti balneari.
Ovviamente qui non se ne farà mai niente:
i concessionari di spiaggia sono una categoria economicamente forte e titolare di grandi poteri in città. E il lungomare, l’avrete notato, si rimette a nuovo sempre e solo alla vigilia delle elezioni. Quindi, cari concittadini, sapete chi sarà alla fine a pagare il conto?

Mario Di Vito

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